Green Way – La via dei trabocchi

Violeta, la pittrice di Ayacucho
19 Maggio 2020

Green Way, Trabocco Cungarelle

Sapevi che in Italia esiste una Green Way?

Studiando le mappe italiane, ho scoperto una ciclabile, non ancora del tutto completata, che parte dalla marina di Vasto, precisamente dalla vecchia stazione ferroviaria, e arriva a Ortona.

Un romantico viaggio di quarantacinque chilometri sulla costa d’Abruzzo!

La ciclabile è cucita sull’ex tracciato ferroviario, in bilico sui costoni dell’Adriatico, che in molti tratti ricordano quelli irlandesi. Ma siamo in Italia, in questo momento, alla scoperta di un itinerario lento, percorribile in un giorno, due o tre. Dipende dal tempo che si ha a disposizione! E dalle condizioni meteorologiche.

… mettiti comodo! Ti racconto il mio viaggio.

Partenza alle ore 9. La vecchia stazione di Vasto, a quest’ora, pullula di runner e podisti in cerca di iodio e rumore bianco del mare.

La bici va quasi sola, dopo alcuni metri di cespugli e piante costiere, si apre l’orizzonte davanti. Se non fosse per lui, sarebbe difficile accorgersi, tra nubi dell’alba e mare calmo, il confine tra acqua e cielo.

Solo sfumature interrotte, di tanto in tanto, dal marrone dei trabocchi.

Cosa sono i trabocchi (o trabucchi)? Erano delle macchine da guerra, importate dall’Oriente all’epoca delle crociate, simili alla balista, che servivano a lanciare grosse pietre nelle città assediate. Utilizzate, poi, dai pescatori come attrezzo del mestiere. Ogg,i sono le antiche macchine da pesca nel Mare Adriatico.

Il silenzio è accompagnato dall’alba croccante delle spiagge che fanno sentire la loro vitalità.

Le prime tappe arrivano presto: la riserva protetta di Punta Penna, e poi Punta Aderci, le perle naturali del mare condiviso con i Balcani. La bici lascia le spiagge remote e afferra i costoni di pietra e argilla arancione. Il sentiero si infila in un bosco, serpeggia nei campi di grano e nell’entroterra, per poi ritornare sul filo del costone, dove un tempo i treni sfrecciavano nel ruggito del mare.

L’attraversamento

La strada si allontana dalla marina di Vasto, dopo la riserva naturale attraversa la foce del fiume Sinello, prosegue verso Casalbordino. Sul tragitto, si incontrano le pinete curate dal CAI, e le indicazioni portano alla vista di nuovi trabocchi, più grandi e vivibili per un giorno, o a pranzo o solo a cena.

Torino di Sangro, Fossacesia, le bellezze storiche distolgono la bici dall’itinerario marittimo e la costringono a dei fuori rotta. Un tempo, questa terra fu abitata dai coloni greci che si stabilirono nella immensa finestra sull’Adriatico. Più tardi, gli albanesi e altri popoli balcanici, i quali si unirono agli indigeni Frentani e vissero in pace finché non arrivarono i Romani, che spalancarono la finestra verso Oriente.

Marina di San Vito, e dopo un’altra insenatura, si scorge finalmente Ortona.

Lungo le tappe

La ciclabile disegna il confine tra il Mar Adriatico e il Gran Sasso. Lungo l’itinerario, è possibile fermarsi a mangiare nei trabocchi (su prenotazione) e dormire in Air B&B, in B&B o in hotel.

I luoghi suggeriti sono: Ristorante Zi Nicola al Mare, Trabocco Trimalcione (pescato del giorno), Spiaggia (naturista) di Mottagrossa, Spiaggia (naturista) Punta Le Morge.

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