In canoa sul lago del Matese

Sheryl Lopez
Cile, in viaggio nel deserto dell’Atacama
7 aprile 2019
Matese Adventures

Sulle acque del lago carsico più alto d’Italia!

Partiamo dopo colazione da Piedimonte Matese, una cittadina in provincia di Caserta, nel cuore del Parco Nazionale del Matese (legge n. 205 del dicembre 2017). Il gruppo è composto da Amedeo, il capo di questa piccola spedizione, Gianpiero e Marco, suoi assistenti professionisti, e io, l’unica donna, a documentare la nuova via di attraversamento di una terra che sto setacciando da anni.

Arriviamo sul lago del Matese, il lago carsico più alto d’Italia (1011 mt); tira vento, il sole è debole. Confidiamo nello scorrere delle ore.

Giubbotti di salvataggio, zaino in spalla, e comincia la traversata delle acque ai piedi del massiccio del Matese, dove prede inizio la dorsale dell’Appennino meridionale che va a brillare nel Mar Mediterraneo.

Si pagaia con lentezza, il vento crea delle creste sull’acqua che ci accompagnano come fosse musica.

L’isola della tartaruga è la nostra prima fermata, un promontorio che ripercorre il profilo del rettile, da cui si ammira la circonferenza del lago che arriva a ventidue chilometri.

Montagne e montagne intorno, che finiscono in due punti opposti formando una V. Canneti e piante che si elevano dal fondo fino a uscire all’aria, rendono la pancia del lago impenetrabile e pericolosa da esplorare.

Scendiamo dal guscio della tartaruga e ci rimettiamo in canoa, stavolta peschiamo dal nostro patrimonio musicale anni Novanta e le nostre voci si perdono nel vento, andandosene nelle cime più in là. Il sole, adesso, è più caldo. Si sente sugli zigomi asciutti di brezza.

Raggiungiamo la riva e ne approfitto per parlare con Amedeo del progetto che porta avanti da un anno con la sua squadra di Matese Adventures. Una idea sportiva alimentata dall’amore per la natura, per la propria terra, a cui si unisce l’obiettivo di difenderla dal turismo invasivo e irresponsabile.

 

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