In viaggio sulla transiberiana d’Italia

#mineviandanti sull’Appia antica – il diario di viaggio
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29 marzo 2017

ISERNIA, 5 MARZO 2017.

Sveglia alle cinque e trenta, non è ancora l’alba. Piove.

«Faccio io i caffè, tu vai in bagno». No, li faccio io». «Sì, è tardi». «No, abbiamo altri venti minuti». «Oddio, sono le sei e venti. Tra dieci minuti dobbiamo essere giù».

Mangio muesli a occhi chiusi, impastati, e non riesco a vedere Luca (che intanto dorme all’impiedi), ma c’è un senso in questo disastro: la Transiberiana d’Italia

“#mineviandanti sull’Appia antica” alla decima giornata delle ferrovie (non) dimenticate, sul treno storico che parte da Sulmona e arriva a Isernia, e da qui torna indietro.

Parliamo di una linea ferroviaria dismessa, su cui il traffico dei treni è interrotto dal 2011. L’anno successivo – dopo alcuni mesi dall’ultima corsa – gli Amici della Ferrovia hanno voluto che il primo treno storico battesse questa tratta. E da allora, da cinque anni a oggi, almeno due treni al mese passano di qui. Il treno dei borghi, il treno dei presepi, il treno dei fiori. Il treno dei Sanniti. Il treno della neve.

Oggi, sulla Transiberiana d’Italia si parla di viaggio, di viaggi lenti, di cammini. Di antiche vie, della via Appia. Del viaggio delle #mineviandanti sull’Appia antica.

Fischio del capotreno, il treno è in partenza dal primo binario. Mi mantengo forte al portellone per salire, come quelle donne gioiose in sovrappeso che si ancorano a qualcosa per non perdere l’equilibrio e cadere indietro. Gli scalini sono alti e l’entrata è stretta. Fantastico, un vero e proprio treno storico!

Quattro musicisti suonano già dalla stazione di Sulmona e lo fanno per tutto il treno. La Campagnola echeggia tra le montagne coperte di ghiaccio, le voci dei viaggiatori che accompagnano l’arrangiamento spostano i banchi di nebbia fitta. Ogni tanto mi appendo ai finestrini, impadronendomi anche degli spazi non miei per fotografare il treno in corsa.

La via Appia rimbomba nelle carrozze e resiste sotto il nevischio quando scendiamo alle due stazioni in alta quota per rifocillarci di dolci e di altre tipicità abruzzesi.

C’è un Abruzzo che parla in questo paesaggio siberiano!

La linea ferroviaria più alta dopo il Brennero, che solca il cuore di una Italia che bolle di magma anche sotto una lastra ghiacciata.

(in foto: la Transiberiana d’Italia in viaggio).

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